Lo studio infermieristico bianchi ti aiuta a scoprire i frutti dell'inverno che fortificano le tue difese immunitarie

Inspirato al seminario della Dott.ssa Ilaria Trezza “dieci regole per non ingrassare durante le feste”, ho deciso di prendere in esame un punto molto importante del corso, focalizzando però il mio intervento da un punto di vista preventivo in termini influenzali.
Secondo la Dott.ssa consumare regolarmente (e quindi non solo prima di un evento o se si cerca di dimagrire) frutta di stagione aiuta il nostro organismo a mantenersi attivo e di conseguenza si è meno predisposti ad ingrassare.
Ma vediamo quali sono, sotto il periodo di natale, i frutti di stagione raccomandati per prevenire raffreddori e comuni influenze.
Ippocrate, padre della Medicina, valutò il MELOGRANO nei suoi attenti ed approfonditi studi, come un frutto dalle virtù medicamentose, chiaramente dimostrate solamente nel corso degli anni seguenti.
Le proprietà benefiche del melograno ipotizzate da Ippocrate vennero poi successivamente confermate dalla Scienza Ufficiale: nel tentativo di accreditare queste ipotesi, vennero ascritti al melograno ulteriori poteri curativi. Il melograno infatti è ricchissimo di antiossidanti, vitamina C (un solo melograno ne contiene quasi il 20% dell’intero fabbisogno giornalieri di un uomo adulto), vitamina K, vitamine del gruppo B, proteine e carboidrati. E’ inoltre ricco di potassio, che aiuta a svolgere correttamente le funzioni cellulari, e anche di altri minerali, tra cui ferro, calcio, magnesio, fosforo e, in misura minore, manganese e zinco. Infine Il melograno ha anche pochissime calorie: circa 80 Kcal per 100 grammi di prodotto. Ma passiamo agli agrumi invernali: l’oro del natale!Questi meravigliosi frutti colorano il nostro natale non per caso; il loro ricchissimo potenziale di Vitamina C gli permette di entrare di diritto come uno dei primi vaccini naturali antinfluenzali di tutta la categoria.
L’ARANCIA
Il succo delle arance è abbondante, di sapore dolce-agro, gradevole, dissetante ed energetico per la presenza di vitamine, zuccheri e potassio. Le arance (che apportano 40 cal per 100 g) sono, inoltre, ricche di acido citrico, che è antiossidante, astringente e disinfettante; di vitamine C, che mantengono le regolari funzioni metaboliche e di vitamine del gruppo B, sali minerali e oli essenziali. Il frutto è fresco e aiuta nelle fragilità capillari, è sedativo e antinfiammatorio e, se consumato regolarmente, aiuta a prevenire le malattie da raffreddamento, mentre l’infuso di scorze di arancia favorisce la digestione.
IL LIMONE
Il limone, originario dell’Estremo Oriente, è un agrume con bassissimo apporto calorico (11 cal per 100 g), ma ricco di olio essenziale, acido citrico, acido malico, vitamina C, gruppo B e A, sali minerali (specialmente potassio) ed oligoelementi e la sua scorza contiene ghiandole oleifere. Le foglie del limone hanno caratteristiche molto importanti, sono ricche di idrocarburi terpenici e di alcune essenze aromatiche che conferiscono al limone la proprietà di calmante e antispastico. Per questo è consigliato a chi soffre di nervosismo, insonnia, palpitazioni, mal di testa o asma. Il limone, inoltre, è un agrume in grado di riequilibrare il metabolismo, ha proprietà antisettiche e astringenti. Pertanto consumato al mattino spremuto in acqua tiepida è un ottimo disinfettante sistemico. Sarebbe da aggiungere all’elenco anche mandarini, clementini e pompelmi ma mi dilungherei troppo, vi ricordo solo che anche tali agrumi hanno le medesime proprietà dei frutti sopra elencati.
Questi frutti infine possono essere consumati crudi, attraverso infusi a freddo, tisane, decotti o a secco. Non importa come, ciò che importa è che la frutta di stagione sia sempre alla base della nostra piramide alimentare personale, soprattutto in previsione del pieno inverno.
Questo ovviamente non vuol dire che sto consigliando di non fare il vaccino antinfluenzale, ma solo che la natura spesso ci aiuta attraverso i suoi frutti proprio quando ne abbiamo più bisogno....
Dott.ssa Bianchi Giorgia
Coordinatore infermieristico, Studio Infermieristico Bianchi

Articolo pubblicato sul Giornale locale INFO Dicembre 216 - www.giornaleinfo.it

 

Lo studio infermieristico bianchi ti aiuta a non ingrassare e a tenere sotto controllo il tuo peso...

La tendenza nella popolazione è chiara: tutte le statistiche confermano che la popolazione Italiana sta progressivamente ingrassando. In termini tecnici la nostra società può essere definita obesogena: se non esercitiamo un controllo attivo e costante sulla nostra alimentazione molto probabilmente, se non siamo degli atleti e non compensiamo con l’attività sportiva gli eccessi calorici, finiremo inesorabilmente con l’ingrassare. Sono moltissimi i fattori che contribuiscono a questo fenomeno ma uno degli errori più comuni che commettiamo a tavola è CONSUMARE TROPPI CARBOIDRATI RAFFINATI. Nella nostra alimentazione tradizionale i cereali venivano prevalentemente consumati interi o al massimo sotto forma di farine integrali. Attualmente il consumo dei cereali a chicco intero e dei prodotti integrali sembra essere l’eccezione e non più la norma e le conseguenze sulla popolazione italiana sono evidenti. Per il controllo del peso corporeo e per un migliore stato di salute è importante seguire una dieta bilanciata sul modello della dieta mediterranea, questa si è ricca di carboidrati, ma la maggior parte dovrebbe provenire da prodotti integrali. Bisogna fare attenzione però agli inganni del marketing: per integrale da un punto di vista merceologico s’intende un prodotto ricco di fibre, da un punto di vista nutrizionale invece s’intende il consumo di un alimento integro, ovvero INTERO. Attenzione perciò ai prodotti integrali fatti con farine bianche ed aggiunta di cruschello, questi prodotti sono integrati non integri! Preferire il farro in chicchi alla pasta, scegliere il riso integrale invece di quello bianco, consumare pane di segale integrale e assumere gli zuccheri mangiando frutta invece di berne il succo, ha un profondo impatto positivo sulla nostra salute e sul senso di sazietà. In questo modo facendo piccole modifiche alla nostra dieta riusciremo ad avere un maggiore controllo sul nostro peso. In fondo si tratta di riscoprire le ricette della tradizione, quando l’Italia era un paese povero, si evitavano gli sprechi si preferiva utilizzare gli alimenti in forma intera. Tanto meno un ingrediente è lavorato tanto più esso conserverà le sue proprietà nutritive. Pensate al viaggio lunghissimo che fa un chicco di grano prima di giungere sulla nostra tavola come prodotto finito, esso viene raccolto nei campi sotto forma di spighe, i chicchi vengono separati e raffinati, ne viene tolta la crusca ed il germe, la porzione rimanente del chicco viene quindi macinata e ridotta in farina la quale viene infine lavorata per ottenere il prodotto finito (pane, pasta o prodotti da forno). Durante queste lavorazioni vengono sacrificate numerose caratteristiche benefiche del chicco di grano, vengono perse vitamine, minerali e fibre e sebbene la pasta od il pane possano far parte di una dieta equilibrata non dovrebbero mai sostituire completamente l’utilizzo del cereale intero. Provate a mangiare alimenti veri, che non abbiano una lista degli ingredienti e che non siano lavorati. La vostra salute vi ringrazierà.
Se volete saperne di più partecipate ai corsi di Educazione Alimentare “Cosa mangiare per non morire” e “ Cosa mangiare per dimagrire” che si terranno a partire da Gennaio 2017 presso la sede dell’associazione Palestra della Salute (Studio-Infermieristico Bianchi-via Roma 24 Pavona)
Dott.ssa Ilaria Trezza
Biologo Nutrizionista

Articolo pubblicato sul Giornale locale INFO Ottobre 216 - www.giornaleinfo.it

Studio infermieristico bianchi è il tuo infermiere di famiglia

La salute, definita nella Costituzione dell'OMS, come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", viene considerata un DIRITTO e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno al di là della semplice gestione di un sistema sanitario.
La principale strategia proposta dall’Oms comprende due iniziative: “la Promozione della Salute” e “La Strategia della Salute” per tutti.
L'ultimo documento sulla Strategia della Salute per tutti si chiama "Health21: La salute per tutti nel XXI secolo" ed è stato adottato dall'Assemblea Mondiale della Sanità nel 1998. Esso individua 21 obiettivi strategici che dovrebbero essere perseguiti a livello internazionale, nazionale e locale nei Paesi della Regione Europea.
Seguendo le linee del documento è stata creata la figura dell’infermiere di famiglia, ovvero un professionista assegnato al medico di medicina generale con il quale “prende in carico” il paziente collaborando per ottenere diagnosi precoci e percorsi clinico - assistenziali.
Purtroppo in Italia questa figura non è stata ancora contrattualizzata, nonostante l’inquadramento professionale e formativo da oltre dieci anni nessuna regione ha inserito il ruolo all’interno del sistema.
Ci sono pero alternative al riguardo. Come ad esempio le “Case della Salute” garantite dal SSN, e gli Studi Infermieristici in regime privato.Ma vediamo uno Studio in cui l’attuazione del modello organizzativo basato sull’Infermiere di Famiglia evince dalla mission aziendale.
Studio Infermieristico Bianchi
“L’infermiere di famiglia è colui che mette in atto gli obiettivi finalizzati alla prevenzione, all’educazione sanitaria e al monitoraggio clinico dello stato di salute, attraverso visite e incontri direttamente a casa dei pazienti, dove, in sinergia con il medico di base, attua interventi finalizzati alla realizzazione del percorso clinico più adatto alla persona e alla famiglia.
Questo modello di cure permette di ridurre notevolmente inutili sprechi sanitari e accessi al PS, permettendo così a chi veramente necessita di cure immediate, interventi rapidi; snellisce anche le lunghe code dai medici di base che saranno impegnati in interventi più urgenti. Inoltre permette di tenere il paziente nella propria abitazione, garantendo quindi l’ambiente familiare che porta giovamento sullo stato di salute, soprattutto per quanto riguarda gli anziani.
I costi di tale servizio dipendono dal numero degli accessi utili al monitoraggio e all’educazione sanitaria. In genere si aggirano intorno ai 60 euro mensili, per poi aumentare o diminuire in base alle prestazioni da effettuare.L’infermiere di famiglia diventa in quest’ottica un punto di riferimento per le famiglie che hanno necessità di un professionista della salute in grado di sostenere la famiglia seguendo una visione olistica del paziente preso in carico.
Lo Studio infermieristico Bianchi attua questo modello di salute ormai da un anno e dopo una valutazione dei risultati possiamo affermare che i benefici per il paziente e la famiglia sono tangibili, sia in materia di prevenzione che di monitoraggio clinico.
Il paziente si sente a suo agio e confida in tale figura, appoggiandosi ad essa per ogni bisogno primario. Inoltre evitando il distacco dalle mura domestiche e accettano meglio la patologia e di conseguenza la compliance terapeutica risulta molto più efficace rispetto ai pazienti che non hanno una figura di supporto a cui appoggiarsi.
Affidarsi all’infermiere di famiglia risulta quindi una soluzione reale ed efficace in tutti i casi in cui e presente un bisogno in materia di salute, intesa come benessere fisico, psichico e sociale, realizzando così uno degli Obiettivi di “HEALTH21”.
Dott.ssa Bianchi Giorgia

Studio Infermieristico Bianchi

Articolo pubblicato sul Giornale locale INFO Luglio 216 - www.giornaleinfo.it

Lo studio infermieristico bianchi ti aiuta a fare training autogeno

Quando ci si trova in uno stato di tensione, ansia o stress, si producono nel corpo e nella mente particolari modificazioni, quest’ultime se superano una certa soglia di tolleranza, possono provocare tensioni muscolari, spasmi viscerali, freddo in alcune parti del corpo e alterazioni funzionali di meccanismi neuro-vegetativi, endocrini e umorali.
In questa fase si può avere l’impressione di essere sopraffatti dalle proprie emozioni e dai pensieri che riempiono la nostra mente. Il TRAINING AUTOGENO ( T.A.) è un metodo di “AUTODISTENSIONE DA CONCENTRAZIONE PSICHICA” che se praticato correttamente e costantemente consente di raggiungere uno stato di rilassamento e di allentamento delle tensioni neuro-vegetative.
Gli effetti positivi sono molteplici: migliora il contatto con sè stessi e la qualità delle performance quotidiane e allevia disagi psicosomatici di vario tipo.
In particolare questa tecnica di rilassamento è uno strumento di cambiamento che opera a tre livelli:
• livello fisico (migliora lo stato di benessere e di salute generale)
• livello fisiologico (favorisce un riequilibrio del sistema nervoso vegetativo e del sistema endocrino)
• livello psicologico (aiuta a gestire le proprie reazioni negative migliorando alcuni vissuti psicologici)
A CHI È RIVOLTO
La conoscenza del T.A. può essere utile a tutti coloro che vogliono raggiungere conoscenza di se’, benessere, calma e concentrazione. In particolare, può imparare la tecnica:
- chi vuole avere più fiducia in sè stesso e sentirsi più sicuro
- chi vuole migliorare le proprie capacità di concentrazione e memorizzazione
- chi è sottoposto a stress e tensione emotiva
- chi si sente in ansia, stanco e poco vitale
- chi somatizza (ha mal di testa, mal di stomaco, dolori muscolari, ecc...).
COME E’ STRUTTURATO
Il corso base di TRAINING AUTOGENO è composto da esercizi guidati di rilassamento corporeo e di concentrazione passiva. Tali esercizi consentono di modificare, migliorare e normalizzare funzioni psichiche o somatiche alterate nel loro equilibrio originario.
Il programma prevede dieci incontri in gruppo della durata di un’ora e mezza ciascuno con cadenza ogni 15 giorni circa.
Il corso è tenuto dalla Dott.ssa Manuela Mulattieri – psicologa e specializzanda in psicoterapia.

Dott.ssa Manuela Mulattieri

Articolo pubblicato sul Giornale locale INFO Settembre 216 - www.giornaleinfo.it

Come e quando pesarsi: studio infermieristico bianchi

Comunemente ognuno di noi per valutare la propria forma fisica utilizza la bilancia. Il peso corporeo però ci da però informazioni parziali su quella che è la composizione del nostro corpo. Molto spesso iniziamo un percorso dietetico per dimagrire ma la bilancia non scende, cosa sta succedendo nel nostro corpo? Perchè non riusciamo a perdere peso? C’è una differenza profonda tra perdere peso e dimagrire. Perdere peso è molto semplice, dimagrire lo è meno. Per capire la differenza tra questi due processi dobbiamo soffermarci ed analizzare prima da cosa è composto il nostro corpo. Una grande parte del nostro peso è costituita da liquidi, parte di questi liquidi costituiscono l’acqua di idratazione e sono necessari per il corretto funzionamento del nostro corpo, spesso però abbiamo anche acqua in eccesso, anche nota come ritenzione idrica. Oltre ai liquidi il nostro corpo ha una componente di tessuti magri (muscolo, organi interni, tessuto connettivo e scheletro) ed una componente costituita dal tessuto grasso. Tutti questi componenti si modificano nel nostro corpo quando il peso varia. PERDERE PESO perciò è un processo che comporta la semplice perdita di massa, DIMAGRIRE invece, significa perdere grasso. Tropo spesso quando ci mettiamo a dieta non teniamo conto dei cambiamenti del nostro corpo soffermandoci a lungo sul calo di peso senza considerare COSA stiamo perdendo. Accade frequentemente (soprattutto nelle donne) che in seguito ad un cambio nello stile alimentare il corpo reagisca trattenendo liquidi. In questo caso anche se mangiamo poco la bilancia non scenderà perchè la perdita di massa verrà camuffata da un aumento di liquidi di ritenzione. Valutando i progressi solo con l’utilizzo della bilancia in questo caso non è sufficiente. Nel caso in cui invece la bilancia indichi una perdita di massa siamo sicuri che stiamo dimagrendo? Stiamo perdendo acqua, grasso o muscolo?
La perdita di tessuto magro avviene facilmente una regime dietetico sbilanciato ed è importante prevenirla. Se perdendo peso sacrifichiamo i tessuti magri il nostro metabolismo rallenterà, rendendo progressivamente più difficile la perdita del grasso. Anche in questo caso la valutazione con la bilancia non è sufficiente.
Come si fa quindi a monitorare il dimagrimento? Si può sfruttare l’analisi della composizione corporea mediante Bioimpedenziometria (o BIA). Questa tecnica ci consente di valutare con esattezza quanta massa magra, muscolo, acqua e grasso ci sono nel nostro corpo. E’ una tecnica non invasiva, si effettua in pochi minuti ed è l’unico strumento in grado di verificare il corretto progresso di un dimagrimento. Questa tecnica ci consente di monitorare qualsiasi variazione nel tempo a carico delle nostre masse, può essere utile per la valutazione della massa muscolare nell’atleta, per controllare lo stato di idratazione nel soggetto anziano o il grado di edema nel soggetto con ritenzione idrica. Prima di iniziare un percorso dietetico perciò verifica la tua composizione corporea mediante BIA, solo così sarai sicuro di avere un dimagrimento sano e non una semplice perdita di peso.

Dott.ssa Ilaria Trezza
Biologo Nutrizionista

Articolo pubblicato sul Giornale locale INFO Maggio 216 - www.giornaleinfo.it